« Inizio | La nostra storia | Frasi | Parola dello Syndic
 
L’EDIFICIO ITALIA È NATO DA UNA PALAZZINA Dall’Italia, o meglio, dalla colonia italiana radicata a San Paolo sono venute le basi.

Volendo conservare nella patria adottiva l’evocazione e le tradizioni della madre-patria, un gruppo di italiani fondò, nel 1911, il Circolo Italiano di San Paolo, là nella via rua Boa Vista, 85. E siccome in questa terra “quando si pianta qualcosa, sempre si vedono i frutti”, l’entità accompagnò il ritmo accelerato di Piratininga (dobbiamo escludere una decina d’anni di interruzione, a causa della seconda guerra mondiale).

Dalla R. Boa Vista (13/04/1911) il Circolo passò al Largo da Sé (03/1915), dal Largo da Sé all’Av São Luiz (06/12/1923), dall’Av. São Luiz alla Rua Conselheiro Crispiniano (1956), dalla Rua Conselheiro Crispiniano all’Avenida Higienópolis (1958), dall’Av. Higienópolis ritornò all’Av. S. Luís nell’Edificio Italia (1965). E sarebbe rimasto in quella palazzina se l’Avenida São Luís – e con lei tutta San Paolo – fosse rimasta di stile provincialesco.

Ma, l’Avenida São Luís, si trasformò nel cuore della città. C’era bisogno di correre ai ripari. Ed allora sorse l’idea di demolire la vecchia palazzina, erigendo, al suo posto, una costruzione che ospitasse “in modo ampio, degno e lussuoso” la nuova sede del Circolo Italiano. Condizione sine qua non: si doveva chiamare Edificio Italia.

LA SUA PIETRA FONDAMENTALE

Firmato il contratto, nel 1954, con l’impresa Otto Meinberg, per la costruzione del tanto sognato edificio, due anni dopo iniziarono i lavori con l’inaugurazione della prima pietra. Nelle clausule stipulate constava che, in cambio della cessione del terreno, il Circolo, como comproprietario, avrebbe ricevuto un’aria di 7.200 m.2 costruiti, oltre alla palazzina nell’Av. Higienópolis come sede provvisoria durante la costruzione. Conclusa l’opera, l’immobile acquistato sarebbe stato venduto, e con il capitale si sarebbero arredate le installazioni della nuova sede.

E così fu. Il Circolo è proprietario, nell’Edificio Italia, del sottosuolo, parte del pianterreno, dei mezzanini, 1° e 2°, parte del 3° ed altri tre piani del blocco verticale (questi ultimi affittati a terzi).

Nel sottosuolo fu costruito un teatro – Auditorio Italia – con capacità per 350 spettatori, dotato di pareti acustiche.

Il salone di ricevimento, bar e ristorante funzionano al 1º piano.

Nel 2° mezzanino ci sono i saloni da gioco, il salotto, la sala di lettura, il bar ed il terrazzo. Ci sono poi il salone di bellezza, il salone del barbiere e la Biblioteca.

Nel belvedere è stata installata la scultura, denominata CAVALLO RAMPANTE di PERICLE FAZZINI, donata nel 1974 dal governo italiano

Nel Circolo Italiano si realizzano varie manifestazioni sociali, artististiche, culturali, beneficenti e assistenziali. (vedi sito www.circoloitaliano.com.br)

Il suo ristorante, di ampie proporzioni e moderni impianti, è in grado di offrire 800 pasti caldi al giorno. Lì sono pure realizzati banchetti ed altre molteplici commemorazioni, oltre ai più svariati eventi sociali.

Dagli anni 60 agli anni 90 l’Edificio Italia è stato la maggiore struttura del mondo in cemento armato, con 151 metri di altezza, e cioè a 881 metri di altitudine, in relazione al livello medio del mare.

Sono 52 mila metri quadrati di area costruita, equivalente a più di cinque quartieri (se i piani fossero allineati orizzontalmente), o proporzionalmente circa due volte e mezza la Praça da Sé.(!)

Comporta da 8 a 10 mila persone in attività normale e con una popolazione fluttuante di 8 mila persone al giorno.

Ci sono 44 piani ed un sottosuolo. Ci vollero nove anni di laroro per concludere la costruzione e vi lavorarono approsimatamenta da 4 a 5 mila persone.

IL PROGETTO DI FRANZ HEEP (1902-1978)

Per scegliere il progetto, nel lontano 1953, fu aperto un concorso. Vi partecipartono quattro architetti. Vinse quello di Adolf Franz Heep professore dell’Università Mackenzie, che lavorò in Francia con Le Corbusier, lasciando il suo nome in un grande numero di costruzioni a Parigi. In Brasile fu uno dei grandi nomi del modernismo. Tra le sue principali opere, oltre all’Edificio Italia, ricordiamo l’Edificio Jaraguá e l’Edificio Banespa, tutti e due a San Paolo.

Le opere dell’Edificio Italia furono iniziate da Otto Meinberg. Dopo la sua morte, l’opera passò ad essere responsabilità dell’Impresa Edifício Itália Commercio e Amministrazione S.A., proprietaria dell’immobile. Quest’ultima delegò tre ditte per continuare i lavori, lasciando a R. Cecchi e Cia. Ltda., la responsabilità tecnica.

Due ditte specializzate lavorarono insieme nel cantiere.

La media diaria di persone che lavoravano nella costruzione era di 400 persone. L’Edificio Italia (1953) è l’opera più conosciuta di Frans Heep, ed è stata oggetto di concorrenza internazionale. Promossa dal Circolo Italiano, la disputa ebbe anche la partecipazione, tra gli altri, di Gregori Warchavchik (1896-1972) e Gio Ponti (1891-1979) – la cui proposta, tra l’altro, stabilì la direttrice per il disegno che l’italiano avrebbe fatto per la Torre Pirelli (1956), a Milano, Italia. Localizzato in terreno irregolare, l’Edificio Italia possiede una composizione volumetrica tripartita. La prima parte, il basamento, occupa tutta l’area del terreno, preservando la scala della strada e i suoi spazi pubblici di circolazione come passaggio dei pedestri tra i viali. La seconda è composta da due costruzioni minori, con otto piani ognuna, fissate alle pareti laterali degli edifici vicini, servendo così da riparo alla torre, terza e ultima parte della composizione. Questa torre, elegante, con un profilo snello e di proporzioni perfette, possiede finestre protette da tendine in alluminio, incorniciate a forma di griglia. I due volumi minori possiedono una struttura di cemento con sulla facciata grandi tele di blocco di vetro, con una finestra centrale, un trattamento che fa riferimento ai razionalisti europei, come Pierre Charreau (1883-1950) e la sua Casa de Verre (1928).

IL VENTO FU IL MAGGIOR NEMICO

La grande altezza dell’edificio, alleata alla sua snellezza, generò un problema di difficile soluzione durante la costruzione dell’Edificio Italia: l’azione del vento che, a causa soprattutto della forma ovale dell’edificio, lo sottometteva a una azione di torsione.

Per aumentare la resistenza, furono usate pareti di cemento armato, situate nella parte centrale dell’edificio. Sempre per attenuare questo problema furono costruite 100 colonne laterali.

Grazie a questi accorgimenti l’effetto dello spostamento orizzontale della struttura risultò quasi nullo, reducendo al minimo l’oscillazione sulla sommità, al punto da farla diventare quasi impercettibile.

MATERIALE TUTTO NAZIONALE

Al contrario di quello che molti pensano, non fu adoperato nessun materiale di provenienza straniera nella costruzione dell’Edificio Italia. Per avere un’idea della grandiosità dell’opera, ecco alcuni dati: 14.000 metri cubici di cemento armato; 150.000 sacchi di cemento; 20.000 tonnellate di ferro; 2,5 milioni di mattoni; 33.000 metri cubici di pietre; 300.000 sacchi di calce idratata; 3.000 tonnellate di materia preparata; 6.000 metri quadrati di vetro usati nelle finestre della facciata.

NON BISOGNA ASPETTARE L’ASCENSORE

Nell’Edificio Italia ci sono 20 ascensori, con comando elettronico, ognuno con una capacità per venti passaggeri. Quattro sono di esclusivo uso del Circolo Italiano. Gli altri funzionano in gruppo di tre, servendo sezioni e determinati numeri di piani.

Chi va fino al Ristorante Terrazzo Italia cambia ascensore al 37º piano e ne prende un altro fino al 41º. Il suddetto corrisponde al 44º piano, con tre piani intermediari, dove però gli ascensori non si fermano e per questo non sono contati. Nessuno quindi è soggetto ad attesa se non per pochi secondi.

Il cambiamento dell’altitudine si sente a causa della pressione che quasi tutti sentono nell’udito.

TERRAZZO ITALIA

L’architettura paisagistica del Terrazzo Italia fu affidata a Burle Marx. È una specie di tocco poetico del progetto dell’architetto Paulo Mendes da Rocha, mettendo in risalto la concezione strutturale delle istallazioni generali e la determinazione della viabilità del programma adottato.

Il disegno dei cantieri, la sua localizzazione e la scelta delle piante, oltre all’aspetto di un giardino sospeso, permette al visitante straniero di conoscere un campione della flora brasiliana.

Inaugurato il 30 settembre 1967, il Terrazzo Italia è frequentato da migliaia di persone. Percentualmente, secondo alcune inchieste, il 30% sono paolisti, il 40% i visitanti di altri stati ed il 30% turisti stranieri provenienti dai più diversi paesi.

Nel registro di frequenza si incontrano, tra gli altri, nomi di inglesi, cecoslovacchi, indiani, rumeni, cinesi, africani in genere, cileni, argentini e canadesi ecc.

Bandiere di paesi o di altri stati brasiliani, e tra queste quella nazionale e quella paolista, indicano su ogni tavola la nazionalità o l’origine dei commensali. Per conoscere meglio il Terrazzo Italia vi invitiamo a visitare il sito www.terracoitalia.com.br

BELVEDERE

Dal Belvedere, situato nell’ultimo piano del Terrazzo Italia, il visitante può ammirare, senza spostarsi, la grandezza di tutta la Grande San Paolo, in una circonferenza di 360 graus.

VISITANTI ILLUSTRI

Innumerevoli personalità sono state accolte nell’Edificio Italia. Tra queste ricordiamo i Principi Ereditari del Giappone, Akihito e Michiko, quando visitarono il Brasile nel mese di maggio 1967. In quell’epoca venne firmato l’accordo bilaterale, Brasile/Giappone, per evitare il doppio tributo. Imprese giapponesi, come la Toshiba e la NEC, cominciarono, a partire da quel momento, a investire in Brasile. Fonte :http://www.brasemb.or.jp/porutogatu/relac/historia.htm

L’anno seguente, il 6 novembre 1968, passò nell’Edificio Italia, sua Maestà la Regina Elizabetta II di Inghilterra e il Duca di Edimburg o(il Principe Filippo).

Ricordiamo poi lndira Privadarshini Nehru Gandhi (1917-1984), a quel tempo Primo Ministro dell’India, che fu ricevuta nell’Edificio Italia nel 1968 Paloma Picasso, figlia del pittore Pablo Picasso nel 1970, Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea del Parlamento Europeo nel 1998, e il Presidente d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi nel 2000 per non parlare poi di tantissime altre autorità.
  Av. Ipiranga, 344
CEP: 01046-010
Centro - São Paulo - SP - Brasil
E-Mail: edificioitalia@edificioitalia.com.br